Dal Milan al Milan: quanto è cambiata la Lazio di Baroni?

La rocambolesca, ma meritata vittoria contro i rossoneri, potrebbe dare lo slancio giusto per affrontare questo incerto finale di stagione dove tutto sarà possibile

La Lazio torna finalmente con i tre punti da San Siro contro il Milan, al termine di una partita per larghi tratti dominata, ma che poi, addirittura con un uomo in più, stava sfuggendo di mano, fino al guizzo finale di Isaksen che costringe Maignan al fallo da rigore, permettendo a Pedro di siglare il gol di una vittoria che sa di storia. Una vittoria fondamentale, la seconda ottenuta negli ultimi 35 anni.

I biancocelesti dopo la doppia gara a Milano, prima in Coppa Italia contro l’Inter e poi in campionato contro il Milan, sono attesi dalla quarta trasferta consecutiva, questa volta però in Repubblica Ceca per gli ottavi di finale contro il Viktoria Plezen. Una gara che apre questo secondo mini ciclo terribile, che vedrà gli uomini di Baroni affrontare anche l’Udinese in casa, poi il ritorno di coppa e il big match contro il Bologna al Dall’Ara.

La svolta della stagione

Ci sono partite che possono dare un senso a una intera stagione, ci sono vittorie che possono rappresentare il crocevia per invertire una tendenza e riprendere la strada della consapevolezza, della forza e della determinazione per condurti a raggiungere quei traguardi che sembravano oramai sfuggire di mano. Milan-Lazio di ieri sera può essere proprio una di quelle partite spartiacque, non soltanto per i tre importantissimi punti ottenuti all’ultimo respiro, ovviamente, ma anche per far scattare la molla giusta a un gruppo che forse non credeva più come prima in quello che stava facendo, complice qualche risultato non ottimale arrivato nell’ultimo periodo.

Una situazione che era già accaduta, sempre contro il Milan, ma nel girone d’andata, quando mister Baroni, dopo la sconfitta di Udine alla seconda giornata, decide di variare un nuovo modulo tattico per sfruttare meglio le caratteristiche di tutti gli uomini a disposizione. Nasce la Lazio fresca, garibaldina, frizzante e spregiudicata del 4231, con Isaksen, Dia e Zaccagni dietro il Taty Castellanos che subito entusiasma la gente laziale con quel secondo all’attacco giocato contro i rossoneri che gli permette di ribaltare l’iniziale svantaggio subito da Pavlovic.

Una vittoria come un nuovo inizio

Anche se nel finale arriverà il pareggio milanista, il modulo voluto dall’allenatore regala gioia e fantasia alla squadra che da quel momento decollerà per un girone d’andata molto positivo sia in campionato sia in Europa. Vittorie, bel gioco, brillantezza di manovra e una voglia di non mollare mai che fa innamorare i tifosi biancocelesti. Alcuni passaggi a vuoto, infortuni, squalifiche e alcune sconfitte di troppo, fanno segnare il passo a Zaccagni e compagni, che comunque non mollano e restano nelle prime posizioni di classifica aggrappati a quel sogno Champions League, ma le inseguitrice si fanno tutte più vicine.

Serviva una scossa, serviva un’impresa, serviva tornare a credere nel lavoro che si sta facendo dal ritiro di Auronzo di Cadore, ecco perchè il rigore di Pedro al 97′ minuto potrebbe essere la seconda svolta stagionale. Quello sliding door decisivo, il click giusto al momento giusto per lanciare quella che sarà sicuramente una grande volata fino all’ultima giornata di campionato, che adesso, dopo aver passato un paio di mesi difficili, sembra tornare in discesa.