Boulaye Dia cerca spazio con la Lazio e punta al Verona per convincere Sarri. Intanto il ct Thiaw lo ha convocato in vista della Coppa d’Africa: il Senegal conta su di lui
Prove generali di Coppa d’Africa, per Dia e per Sarri. Da qui a dicembre – come riportato nell’edizione odierna del Corriere dello Sport – sarà una corsa continua contro il tempo per il senegalese, deciso a guadagnarsi spazio, minuti e fiducia in un contesto in cui Castellanos parte al momento avanti nelle gerarchie.

Per riuscirci non potrà contare sulle pause del campionato: in inverno scatterà la Coppa d’Africa (dal 21 dicembre 2025 al 18 gennaio 2026) e lui non mancherà, impegnato anche nel ritiro pre-torneo. Intanto, il ct Pape Thiaw lo ha inserito tra i convocati per le qualificazioni ai Mondiali 2026 contro Sudan e Repubblica Democratica del Congo, confermando che sarà un punto fermo pure nella rassegna continentale.
Un’assenza che inevitabilmente peserà sulle scelte di Sarri, così come già sta incidendo sulla composizione della rosa. Anche per questo Noslin è stato confermato, scalzando altri compagni in odore di taglio: l’olandese, pur non essendo ancora al centro del progetto tecnico, diventerà l’unica vera alternativa a Castellanos quando Dia sarà lontano da Formello. Per Boulaye diventa quindi essenziale sfruttare ogni occasione che il Comandante gli concederà da qui a dicembre.
La prossima potrebbe arrivare già domenica, all’Olimpico contro il Verona. È probabile che parta ancora dalla panchina, ma la sfida con i gialloblù è per lui una sorta di talismano. La scorsa stagione mise la firma sia all’andata (2-1) che al ritorno (3-0), chiudendo da MVP. Non solo: nel settembre 2022, con la maglia della Salernitana, realizzò al 94’ il gol che stese proprio l’Hellas, regalando ai granata un 2-1 insperato.
Dia al lavoro per convincere Sarri, nonostante la Coppa d’Africa
Sarri lo osserva con attenzione. Dia e Castellanos hanno caratteristiche diverse, come spiegò lo stesso tecnico a luglio: «Castellanos è uno che segna i gol difficili, ma sbaglia i facili. Dia invece i gol facili li fa». Il Taty, che conosceva già i dettami del Comandante, si è inserito meglio nei meccanismi, muovendosi molto per aprire spazi e favorire i compagni. Ecco perché parte davanti nelle scelte.

Ma Dia, grazie alla sua duttilità, può trovare un ruolo nel sistema di Sarri: lo aveva già dimostrato sotto Baroni, adattandosi anche da trequartista. Se riuscirà a garantire movimento, pressing e disponibilità al sacrificio, potrà scalare posizioni e diventare un’arma preziosa, al di là delle inevitabili interruzioni legate al calendario africano.
Il presente, però, si chiama Verona. Un avversario che per Dia ha sempre avuto un significato particolare e che potrebbe rivelarsi ancora una volta decisivo per la sua rincorsa. La Lazio ha bisogno di una scossa, di gol pesanti dai propri centravanti – assenti per tutta l’estate – e di cancellare i fantasmi visti all’esordio di Como.
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Boulaye aspetta il momento giusto: per lui sarà un test importante, un banco di prova che anticipa anche la marcia verso la Coppa d’Africa. Il Senegal lo considera una certezza. Ora tocca a Sarri, che deve capire se può fidarsi di lui allo stesso modo.