Le conferenze stampa del tecnico toscano non sono mai banali o noiose, anzi risultano sempre fin troppo vere tanto da mandare su tutte le furie anche la società
Una gara da vincere. La Lazio torna all’Olimpico dopo tre mesi da quell’ultima sciagurata sconfitta che ha concluso nella maniera peggiore una stagione che nella fase scendente aveva fatto sognare tutto l’ambiente biancoceleste. Non bastava la sconfitta di Como a rendere tutto più incandescente, ieri pomeriggio è arrivata anche la conferenza stampa di Sarri, la prima dell’anno prepartita, visto che alla vigilia della trasferta di Como era stato “consigliato” di rimanere in silenzio e forse, dopo le dichiarazioni di ieri si è capito anche il motivo dei timori della società.

L’estate biancoceleste è risultata una delle più tribolate degli ultimi anni con una contestazione che ha ripreso molto vigore dopo il clamoroso blocco del mercato imposto dalla federazione a causa dello sforamento dei parametri principali di riferimento. Un’onta gravissima mai accaduta prima nella storia del calcio italiano, che ha danneggiato non soltanto l’immagine del club, letteralmente sparito dalle vicende del calciomercato in questa sessione estiva, ma anche l’aspetto tecnico con una rosa rimasta invariata dallo scorso anno.
Una serata da veri laziali
Inutile girarci intorno. Siamo soltanto alla seconda giornata ma la Lazio è chiamata a vincere a tutti i costi la prima gara casalinga contro il Verona per non andare incontro a una sosta di campionato che a quel punto diventerebbe uno stillicidio di sensazioni negative, polemiche, dubbi e incertezze. Nonostante tutto comunque la gente laziale ha risposto ancora una volta presente e, dopo aver visto sottoscrivere praticamente trentamila abbonamenti, facendo registrare il secondo miglior risultato dell’era Lotito, a stamattina saranno ben oltre 40mila le presenze totali che questa sera daranno l’ennesimo segnale di attaccamento ai colori rispetto a come la società invece viene portata avanti negli ultimi tempi.

Una gara che sarà anche una cartina di tornasole per i giocatori e l’allenatore dopo la prestazione di Como e le dichiarazioni del mister nella conferenza stampa di ieri. Dichiarazioni che hanno fatto immediatamente il giro del web mandando in tilt tutti i social. “A Como abbiamo fatto registrare dei numeri da Serie C, sia come tiri che come passaggi. Questo mi da anche fiducia perché mi fa capire che questi non sono numeri nostri. Forse il Como ha qualcosa in più di noi dal punto di vista tecnico, ma il problema è che siamo rimasti a metà strada, non li abbiamo aspettati e non siamo andati a prenderli. Con un atteggiamento simile si perde sempre“, un monito preciso e diretto alla squadra che dovrà mostrare per forza un atteggiamento diverso contro il Verona.
“Forse non sono l’allenatore giusto”
Parole dure quelle pronunciate dal mister in conferenza stampa che comunque lasciano intuire un certo nervosismo quando si torna a parlare della scelta fatta dalla società e del blocco del mercato. Una situazione quindi apparsa già abbastanza surriscaldata che si spera possa tradursi nel propellente giusto a partire già da questa sera contro il Verona. “Lo scorso anno leggevo tante polemiche perchè la squadra giocava 4-2-3-1, adesso ci sono critiche perchè giochiamo 4-3-3. Io ho caratteristiche che conoscono in tutta Europa, se la squadra non è adatta alle mie caratteristiche, hanno sbagliato a scegliere me. Io non posso cambiare dopo tanti anni”, un messaggio abbastanza chiaro quello lanciato dal tecnico toscano che fa capire bene la situazione che si è vissuta tutta l’estate e che speriamo non interferisca troppo con l’approccio mentale della squadra.

“Che l’obiettivo sia di tornare in Europa immediatamente me lo stai dicendo tu. La società non me l’ha mai detto. Mi ha parlato di un progetto triennale con un anno di grande difficoltà. Quindi se in questo anno riusciremo a tracciare le basi e a mettere sei o sette giocatori pronti, vuol dire che poi in seguito ne dovremmo comprare di meno. Il mercato di gennaio? Devi chiedere alla società Io non sapevo neanche del blocco”, un concetto anche questo molto forte espresso dal mister che fa chiarezza anche sul ruolo che la Lazio potrà avere in questa stagione, senza la ribalta europea e con la stessa rosa dello scorso anno. E’ la squadra stessa che deve trovare le giuste motivazioni per diventare protagonista nonostante le tante difficoltà e la concorrenza più agguerrita che mai. E stasera contro il Verona devono arrivare già le risposte giuste.