L’esordio allo stadio Olimpico contro gli scaligeri è diventato, dopo la sconfitta nella prima giornata a Como, una gara spartiacque per una stagione che si preannunciava già piuttosto complicata
La Lazio torna a giocare sul prato di casa a tre mesi di distanza dalla clamorosa sconfitta casalinga contro il Lecce che mestamente chiudeva il campionato scorso condannando i biancocelesti, dopo otto partecipazioni consecutive, a rimanere fuori anche dalle competizioni europee. Una brutta chiusura di una stagione che nella fase ascendente aveva fatto addirittura sognare la gente laziale. Via Baroni e largo al ritorno di Maurizio Sarri esattamente 17 mesi dopo la sua ultima apparizione sulla panchina della Lazio in casa, un Lazio-Udinese nel marzo del 2024. Il giorno dopo arrivarono le dimissioni ufficiali del tecnico toscano.

L’estate è stata piuttosto complicata a causa del blocco del mercato inflitto dalla federazione alla società per non aver rispettato i tre parametri economico finanziari, che ha impedito di fatto di acquistare nuovi giocatori in questa fondamentale sessione di mercato. Una punizione che è stata presa come una vera e propria onta dall’ambiente che per tutta l’estate ha contestato duramente l’attuale gestione del presidente Lotito. Un grave danno d’immagine, ma anche un grande problema tecnico quello di non poter rinforzare una rosa che lo scorso anno è arrivata settima in classifica.
Una serata da veri laziali
Inutile girarci intorno, ma la storia della Lazio ha rappresentato una grande avventura fatta di alti e bassi continui come sulle montagne russe di un luna park. E questa estate che sta volgendo al termine ha fotografato perfettamente, ancora una volta tutto. Con una contestazione continua nei confronti del presidente, una campagna abbonamenti che con quasi 30mila sottoscrizioni ha fatto registrare il secondo migliore dato da venti anni a questa parte e una prima bruciante sconfitta nella gara inaugurale della nuova stagione contro il Como di Fabregas. Stasera contro il Verona, nella prima tra le mura amiche, è già una gara per cuori forti, dove è vietato perdere, insomma una delle serate da veri laziali.

Ecco perchè anche Maurizio Sarri non ha usato mezzi termini nella conferenza stampa della vigilia, cercando di spronare i suoi ragazzi al massimo impegno, perchè soltanto così quest’anno ci si potrà tirare fuori dalle sabbie mobili pericolosissime. “Le statistiche della partita erano da Serie C, tra efficienza e percentuale di passaggi riusciti, e paradossalmente questo mi dà fiducia, perché non possiamo avere numeri simili. Tecnica a parte, il Como forse è superiore, ma il vero problema è stato l’atteggiamento: siamo rimasti a metà strada e hanno prevalso le loro qualità”, ha detto Sarri per poi aggiungere, “è l’atteggiamento generale che va corretto, dobbiamo far sentire la voglia di dare soddisfazione al pubblico”. Un messaggio chiarissimo rivolto a tutto il gruppo, ma soprattutto ai cosiddetti big dello spogliatoio, quelli insomma con più esperienza e più militanza con questa maglia. Stasera dovranno essere loro i primi a suonare la carica.
I senatori devono suonare la carica
La rosa è rimasta la stessa, questa è la base del ragionamento per affrontare qualsiasi discorso per la stagione appena cominciata, ma poi va aggiunto che questa rosa non ha concluso al meglio la stagione scorsa e la gara di Como è sembrata sulla falsariga del brutto finale fatto dalla Lazio che, ricordiamo, non vince in casa da 10 partite. L’ultimo avversario uscito senza punti da Via dei Gladiatori è stato il Monza, arrivato infatti ultimo in classifica. Insomma, tutti hanno qualcosa da farsi perdonare, soprattutto i giocatori più bravi, ecco perchè stasera dovranno essere loro a prendere per mano il resto dei compagni. Zaccagni, Marusic, Guendouzi, Castellanos e Pedro, quando entrerà a partita in corsa, e sarebbe stato lo stesso per i vari Romagnoli, Vecino, Patric se non fossero stati infortunati.

Loro devono dare la scossa e il segnale a tutti. Via il fioretto, c’è da sfoderare la spada per sopperire alle difficoltà tecniche create dalla società. Il popolo biancoceleste ha risposto presente, saranno quasi 45mila sugli spalti a testimoniare una passione infinita, un segnale che va oltre la gestione societaria mai così contestata, una presenza che dovrà servire da stimolo alla squadra per l’ennesima notte da veri laziali.