Il capitano della Lazio ha saltato la sfida contro Israele. Dopo aver lasciato il campo con l’Estonia, Zaccagni non è stato convicato per la sfida con Israele. Ce la farà a recuperare per Sassuolo-Lazio?
Come sta Mattia Zaccagni? Il capitano della Lazio ha saltato la sfida della Nazionale contro Israele, quinta giornata del gruppo I delle qualificazioni Mondiali, per i postumi del colpo subito nel corso del match contro l’Estonia. La sua avventura azzurra si è fermata al ventunesimo minuto della gara d’esordio di Gennaro Gattuso sulla panchina dell’Italia. Dopo Italia-Estonia il numero dieci della Lazio ha alzato bandiera bianca. Si è allenato a parte nei giorni successivi e non è stato convocato nel match contro Israele.

Una scelta che ha portato Gattuso a cambiare modulo e ad abbandonare il 4-4-2 della gara d’esordio. Zaccagni ha visto i suoi compagni dalla tribuna. Non ha rischiato. Ma quali sono le sue condizioni? Perchè ha saltato la sfida con Israele, ma soprattutto, sarà in grado di recuperare in vista della trasferta della Lazio sul campo del Sassuolo, in programma domenica alle ore diciotto al Mapei Stadium. “Io ho avuto rassicurazioni dallo staff medico della Lazio e non sono preoccpato”, conferma Daniele Magliocchetti ai microfoni di Radio Olympia.
Il forfait di Zaccagni, le condizioni e la scelta di Gattuso
“Ha ricevuto una gran botta alla caviglia. Ma era solo una botta. Io sono convinto che se ieri si fosse giocata una gara decisiva, Zaccagni sarebbe andato almeno in panchina”, è stato ribadito in diretta. “La caviglia gli si era gonfiata. Lui ha un modo di giocare che lo porta spesso a prendere botte e ad avere una caviglia spesso ridotta in condizione pessime. Lui prende dai venti ai trenta calci a partita. Con l’Estonia ne ha presi tantissimi e la caviglia è uscita malconcia. Ma ci è abituato e sa gestirsi. Ha preso una contusione, ma fortunatamente non era grave. D’accordo con lo staff è stato deciso di non rischiare. Ha passato un paio di giorni tra ghiaccio e fisioterapia. Ieri ha fatto un test, ma si è deciso che non era il caso di rischiare”.

E’ stata decisiva anche la volontà del tecnico. “Spalletti, per come gestiva le scelte, lo avrebbe portato in panchina. Aveva un modo di pensare e di gestire la situazione che era completamente diverso da quello di Gattuso. L’attuale ct della Nazionale pretende sempre che i suoi giocatori siano al massimo e non rischia, e poi c’è un particolare. Lui è stato fino a poco tempo fa un tecnico: ha chiesto aiuto ai tecnici della serie A e si è detto disposto a non rischiare i giocatori che non stanno bene. Ed ha fatto così. Ieri non era in panchina perchè Gattuso non ha voluto rischiare. Sono convinto che l’attuale ct abbia mantenuto la parola data a Sarri, ad Allegri e a tutti i tecnici con i quali ha parlato nei suoi incontri”.
Il capitano della Lazio sarà disponibile per la trasferta contro il Sassuolo
Ma quali sono le sue condizioni? “In questi tre giorni in Nazionale ha fatto un lavoro differenziato, ma ha fatto dei lavori coordinati con lo staff medico della Lazio. E credo che ci sia la massima serenità. Ribadisco: per me Zaccagni, se fosse stata una gara decisiva, avrebbe fatto un’infiltrazione e sarebbe andato almeno in panchina. Essendo Israele-Italia, si è deciso di non rischiare. Come sta? Lo vedremo in questi giorni. Io non mi meraviglierei se Zaccagni lavorasse in questi due tre giorni in modo differenziato. Lui non si è fermato: un piccolo lavoro lo ha sempre fatto”.

La Lazio riprenderà la preparazione oggi a Formello. Sarri inizierà a preparare la sfida con il Sassuolo, Vedremo Zaccagni in campo? “Per me fino a giovedì farà un lavoro differenziato per poi presentarsi sul campo venerdì e preparare la trasferta con il Sassuolo. Per avere una maggiore cautela non mi sorprenderei se arrivasse fino a venerdì non presentandosi sul campo, per poi tornare pienamente a disposizione. Ribadisco: Zaccagni non ha nulla di grave. Si è scelta questa via, ma la Lazio si sente abbastanza tranquilla”.





