Un ex difensore che ha visto tutto e un ragazzo che gioca come se fosse al parco: la “scelta incondizionata” di Chivu cade su Curtis Jones, il centrocampista che sorride con il pallone e non chiede permessi ai ruoli. Una storia di libertà dentro le linee del campo.
Un profilo che parla chiaro
Curtis Jones è nato a Liverpool, quartiere di Toxteth. È cresciuto nell’Academy di Kirkby e ha fatto il salto in prima squadra poco più che adolescente. Nel gennaio 2020 ha firmato un gol da cartolina in FA Cup contro l’Everton. Un destro a giro che ancora racconta il perché parliamo di un centrocampista con il passo del talento. Gioca semplice, ma non gioca piccolo. Vede corsie, tempi, spiragli. Ama il pallone.
Nel Liverpool della scorsa stagione è stato spesso impiegato da terzino, pur essendo nato mediano e trovando gusto nel determinare in zona offensiva. È lui a mettere la bussola: “Semplicemente mi piace giocare, quando ho il pallone finisco con un sorriso sulle labbra”. Non c’è posa in quelle parole. C’è l’istinto. C’è una serenità rara in un calcio che chiede etichette.
La sua cifra è la versatilità. Pressa, esce palla al piede, si offre tra le linee. A volte si abbassa per costruire, altre attacca l’area come una mezzala moderna. Nel 2023 ha deciso la finale dell’Europeo Under 21 contro la Spagna con una deviazione sporca ma pesantissima, ed è stato premiato uomo partita. Non servono fuochi d’artificio: basta la regia pulita, la scelta giusta al momento giusto.
Qui entra Chivu. La “scelta incondizionata” non risulta legata a una dichiarazione ufficiale pubblica e verificabile; la prendiamo come un’immagine tecnica e umana. Un ex difensore che sceglie un centrocampista non per i numeri, ma per il modo in cui abita la palla. È un atto di fiducia. Un sì detto al gioco prima che alla posizione.
Cosa vuol dire scegliere senza condizioni
Scegliere un profilo come Jones oggi significa accettare che il calcio non è più un album di figurine in cui ognuno ha il suo quadratino. Un mediano può chiudere da terzino. Una mezzala può dettare l’ultimo passaggio. E un ragazzo cresciuto sul marciapiede di Anfield può rimodellare spazi e rotte con un controllo orientato.
L’informazione secca dice questo: Jones è un prodotto locale, tecnico e disciplinato. Ha già alzato trofei nazionali con il Liverpool, ha raccolto minuti in Premier e in Europa, ha mostrato affidabilità anche lontano dalla comfort zone del suo ruolo. L’energia narrativa aggiunge il resto: quel sorriso quando riceve, quel tocco che stempera la pressione, quel modo di fare squadra senza urlare.
Gli esempi sono concreti. Si piazza vicino al centrale per aprire linee di passaggio. Va a prendersi il pallone sotto il pressing. Si inserisce a rimorchio quando la punta attacca il primo palo. Non forza la giocata, ma non la rimanda all’infinito. Sa quando rallentare e quando correre. È “Liverpool” nel senso più inglese del termine: appartenenza, coraggio, lavoro.
Forse è per questo che una “scelta incondizionata” ha senso: non riguarda le statistiche del mese, riguarda l’idea di calcio che vuoi portarti dietro. Un calcio che non si vergogna della gioia. E allora, domanda semplice: nella tua giornata, in cosa ti riconosci di più, nel ruolo scritto sul badge… o in quel gesto che ti fa venire un sorriso appena tocchi il pallone?

