Il tecnico biancoceleste ha sciolto i dubbi: ecco la probabile formazione che affronterà il Verona, per la seconda giornata di serie A
“Penalizzare qualcuno e togliere qualche titolare dopo la prestazione di como? Se quella fosse una discriminante, allora dovrei toglierli tutti e non credo sia possibile farlo. Non c’è da colpevolizzare qualcuno: a livello individuale non vedo nessuno più colpevole di altri. La prestazione di Como non sarà una discriminante”. Maurizio Sarri ha risposto in questo modo a chi gli chiedeva lumi su una possibile rivoluzione dopo il ko di Como.

Il tecnico biancoceleste non ha nessuna voglia di prendere decisioni drastiche; e di modificare in modo netto l’assetto base. “Lo scorso anno questa squadra veniva criticata perché giocava con il 4-2-3-1, oggi sento le stesse critiche al 4-3-3″, ha detto in un passaggio. Ribadendo che, “io sono vent’anni che ho un certo modo di giocare. Non cambierò certo ora”. Sarri ha ribadito che uno dei motivi della sconfitta di Como, è stato l’atteggiamento. E su quello bisognerà lavorare. Gli schemi e i moduli vengono in secondo piano. Si ripartirà quindi dal 4-3-3, anche se, ad onor del vero, nel corso della settimana sono state fatte anche delle prove diverse, con Pedro e Zaccagni spesso accentrati, alle spalle o al fianco della punta centrale.
Dele Bashiru e Belahyane, unico dubbio
Le rivoluzioni sono accantonate, o almeno messe momentaneamente in un angolo. Con il Verona si ripartirà dal blocco visto a Como. Le uniche novità saranno rappresentate da Marusic, che prenderà il posto di Lazzari sulla fascia destra e da Rovella, che tornerà a guidare il centrocampo, al posto di Cataldi. Per il resto, tutto confermato: davanti a Provedel si muoveranno Marusic, Gila, Provstgaard (alla prima allo stadio Olimpico) e Nuno Tavares. Il portoghese sarà uno degli osservati speciali. “Il terzino è un difensore e quindi deve innanzitutto difendere. Ci sono delle cose che reputa più importanti e che fa con maggiore attenzione e altre che invece non fa allo stesso modo”, ha ribadito Sarri. Ma il tecnico è conscio che, in una Lazio povera di qualità, Nuno Tavares rappresenta uno degli sbocchi di gioco più interessanti.

A centrocampo ci sarà certamente una novità: Rovella si riprenderà un ruolo centrale, dopo la panchina (derivata dal viaggio andata e ritorno per la nascita della figlia) di Como. A destra ci sarà Guendouzi, mentre a sinistra resta il dubbio Guendouzi. “Se siamo al primo capitolo del suo libro? Diciamo che siamo ancora alla prefazione – ha scherzato Sarri, che ha però poi regalato una carezza al nigeriano, ricordando che “ha picchi di velocità che non avevo mai visto, delle qualità le ha, deve migliorare il lato tecnico e tattico”. Belahyane scalpita: spera di riuscire ad avere una chance.
Davanti tutto confermato: Castellanos sarà il centravanti, coadiuvato da Cancellieri e Zaccagni (“se uno come lui non va sistematicamente in doppia cifra, vuol dire che sbaglia qualcosa”, ha ribadito ancora Sarri. Pedro, come più volte confermato in conferenza stampa, partirà dalla panchina: “In pochi sono in grado di lasciare il segno a gara iniziata come lui”. Dia e Noslin le altre soluzioni da giocarsi a gara in corso.
PROBABILE FORMAZIONE: Provedel; Marusic, Mario Gila, Provstgaard, Nuno Tavares; Guendouzi, Rovella, Delle Bashiru (Belahyane); Cancellieri, Castellanos, Zaccagni. All.: Maurizio Sarri. A disposizione: Mandas, Furlanetto, Lazzari, Hysaj, Cataldi, Belahyane, Basic, Noslin, Dia, Pedro.