Marotta Confida in Maldini e Leonardo per una Scelta Intelligente del CT: ‘È il Momento di Rilanciare la Nazionale’

Una Nazionale che torna a far battere il cuore: un Paese intero che si stringe davanti alla tv, tra bar rumorosi e salotti in silenzio, in attesa di una scelta giusta. In questo spirito, l’idea di unire competenze diverse per trovare il prossimo CT suona come un patto di fiducia con i tifosi.

“Bisogna rilanciare la Nazionale, il calcio si rende disponibile.” È un messaggio semplice. Eppure contiene tutto: responsabilità, apertura, metodo. L’Italia ha vissuto sbalzi forti. Due Mondiali saltati (2018 e 2022). Un Europeo vinto nel 2021. Un’altra estate con domande sulla rotta. Serve una decisione chiara, non un colpo d’istinto.

La cornice è questa: senza una guida credibile, anche il talento si disperde. Il prossimo CT dovrà scegliere un’idea di gioco netta. Dovrà comunicare bene. Dovrà pretendere disciplina nei dettagli. E dovrà collegare la FIGC ai club con un filo continuo, non con telefonate dell’ultima ora.

Perché servono visione e metodo

Nei momenti cruciali vincono le squadre che hanno una struttura. L’Italia lo sa. L’Europeo vinto lo testimonia: cattiveria agonistica, piani partita lucidi, ruoli chiari. Ma il presente chiede un passo in più. Meno improvvisazione. Più progettualità. Anche i numeri lo suggeriscono: negli ultimi anni il minutaggio degli under italiani in Serie A non è esploso; la filiera c’è, ma va nutrita. Esistono, però, segnali incoraggianti. L’Under 19 ha conquistato l’Europeo 2023. A Coverciano la competenza non manca. Bisogna metterla a sistema.

E qui affiora la mossa che può cambiare il tono della discussione. Beppe Marotta sceglie di confidare in Paolo Maldini e Leonardo per una selezione ponderata del prossimo commissario tecnico. Se non ci sono ancora comunicazioni ufficiali sui passaggi formali, il messaggio resta forte: si cerca una scelta condivisa, fondata su esperienza e sguardo lungo.

Perché proprio loro? Maldini ha costruito, con pazienza, una squadra campione d’Italia nel 2022. Ha saputo tenere la barra dritta, valorizzare profili emergenti, prendere decisioni impopolari ma efficaci. Ha portato a Milano un portiere come Maignan nel momento più delicato, ha dato fiducia a difensori come Tomori e Kalulu. Questa è cultura di club che parla alla Nazionale: identità, criterio, niente fronzoli.

Leonardo ha una qualità diversa e complementare: rete internazionale, lettura dei contesti, gestione di spogliatoi ad alta tensione. Al Paris Saint‑Germain ha attraversato stagioni con superstar e pressioni quotidiane. Non è solo mercato. È saper misurare il peso specifico di uomini e staff, distinguere rumore da sostanza. Per un CT, scegliere i collaboratori giusti è già mezza partita.

Un patto tra FIGC, club e territorio

La ripartenza chiede pratiche semplici e misurabili. Stage tecnici brevi ma ricorrenti. Condivisione dei dati fisici con i club per prevenire infortuni. Un canale aperto con i settori giovanili. Incentivi al minutaggio dei giovani italiani, senza forzature. E un messaggio identitario chiaro: la Nazionale come vetrina di merito, non di curriculum.

Il cuore, poi, lo mette il Paese. Ogni campetto della provincia conosce un ragazzo che sogna l’Azzurro. Tocca agli adulti costruire l’impalcatura giusta. Con una scelta di CT frutto di competenza e di una mano ferma, si può tornare a sentire quel brivido condiviso. E chissà, magari tra un luglio e l’altro, ritrovare il gusto delle notti lunghe. Siamo pronti a riconoscerci di nuovo in una squadra che gioca semplice, corre insieme, e sa perché entra in campo. Non è questa l’immagine che vogliamo rivedere nel primo replay della prossima estate?

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